Le informazioni utili ad un nutrizionista: situazione clinica, emotiva e abitudini

Decidere di essere seguiti dalla figura professionale di un nutrizionista per cambiare le proprie abitudini alimentari.  

Nell’articolo precedente abbiamo visto, con Desiree e la Dott.ssa Veronica Casilli, in che modo il cibo agisce sul nostro corpo come chimica provocando una serie di reazioni particolari. Per questo e altri motivi, il nutrizionista ha un ruolo fondamentale nell’aiutarci a cambiare le nostre abitudini alimentari. 

I tre parametri che un nutrizionista deve valutare sono:

  • Quadro clinico
  • Abitudini
  • Situazione emotiva

Il quadro clinico

Un nutrizionista, innanzitutto, per poter avere una visione completa della salute del paziente, deve conoscere la sua situazione clinica attuale. Perciò, sono fondamentali le analisi del sangue, in grado di dare informazioni su funzionalità epatica e renale, la glicemia, le urine o lo stato di acidosi del nostro corpo.

Per il professionista è fondamentale anche sapere se la persona che ha di fronte è seguita in campo medico da altri esperti, se ci sono delle terapie in corso, operazioni chirurgiche subite o in programma.

Non meno importanti sono le eventuali patologie o predisposizioni familiari del paziente, per esempio episodi di diabete, ipertensione o colesterolo.

Abitudini

Un altro fattore fondamentale sono sicuramente le abitudini quotidiane del paziente: la situazione intestinale, il sonno, lo stress, sono tutti elementi che influenzeranno la scelta di un percorso alimentare piuttosto che di un altro. Per esempio, il nutrizionista avrà bisogno di conoscere il nostro livello di attività fisica, se il lavoro che svogliamo è un impiego sedentario o attivo, ma anche il nostro diario alimentare. Nel caso delle donne anche la situazione ormonale non va sottovalutata.

Situazione emotiva

Infine, un quadro della situazione emotiva e psicologica permette al nutrizionista di conoscere la persona nella sua globalità, e di costruire una sorta di identikit olistico.

In questo modo, il professionista non si limita a compiere un lavoro di prescrizione di una dieta, ma cerca di andare incontro al paziente. Il suo compito è quello di trovare delle soluzioni compatibili con la vita della persona, facendolo sentire a proprio agio con le nuove abitudini da intraprendere.

È perciò importante capire quanto il paziente sia disposto a seguire le sue indicazioni, e se necessita di un cambiamento repentino o graduale.

Ti sei mai rivolto ad un professionista?

VERONICA CASILLI

Biologa della salute e Nutrizionista.

A presto con i nuovi video di “Eccellenza per il Ben-Essere”.

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